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Newsletter n. 5 ottobre-dicembre 2011

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E' uscito il quinto numero della Newsletter di OtherEarth quello di ottobre-dicembre. Potete scaricarla dal sito (clicca quì), se volete ricevere sulla posta elettronica i prossimi numeri iscrivetevi alla nostra newsletter tramite l'apposito modulo che trovate in basso sulla colonna sinistra del sito. Gli articoli in questo numero:

Questa newsletter di OtherEarth

Introduzione: Man the disturber di Vittorio Sartogo

Usi di natura ed energia: effetti sulla natura di Giorgio Nebbia

Paesaggio e dissesto - Opera imperfetta dell’uomo secondo George Perkins Marsh di Bernardo Rossi Doria

Il ritorno dei beni comuni di Giovanna Ricoveri


 

PROVE TECNICHE DI EMISSIONE - Gli effetti del PM10 sulla salute e le scelte modali nelle città italiane

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ISFORT organizza un seminario a Roma, mercoledì 7 dicembre 2011
presso la sede della Fondazione BNC - Via di Villa Albani 20, Roma

Visualizza il programma

 

Da diversi anni ci si interroga sulle possibili soluzioni per risolvere l’emergenza ambientale mondiale. Dai pacchetti di misure salva-clima ai trattati internazionali e comunitari, il dibattito mira a definire gli ambiti di intervento per ridurre le emissioni in atmosfera degli agenti più inquinanti in un’ottica di abbattimento di quei fattori che, è ormai scientificamente accertato, oltre ad alterare l’ecosistema globale si ripercuotono con effetti devastanti sulla salute umana.
Nella più ampia cornice di discussione del problema ambientale, il seminario prende le mosse dallo studio sugli effetti del PM10 sulla salute e i benefici sanitari ed economici, derivanti da una maggiore utilizzazione dei mezzi collettivi di trasporto.
I dati sui comportamenti di mobilità degli individui, infatti, disponibili dall’Osservatorio “Audimob” di Isfort, consentono di simulare diversi scenari di cambio modale e, di conseguenza, scenari di emissione a minore concentrazione di PM10, a cui si associano, applicando le funzioni dosa-risposta di vari studi epidemiologici e tossicologici, gli effetti
sulla salute dei cittadini.
Dopo la sezione introduttiva dedicata alla presentazione della ricerca, il seminario propone una qualificata selezione di contributi interdisciplinari sui costi ambientali e sanitari prodotti dalla mobilità e sulle possibili politiche di risposta.

 

Appello ai movimenti referendari: l'emergenza nucleare non è finita

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Per sottoscrivere l’appello cliccate quì

La vittoria nelle consultazioni referendarie del 12-13 giugno ha allontanato le minacce immediate, ma non ha affatto chiuso la partita, su nessuno dei fronti aperti.
Assistiamo al costante tentativo di svuotare i risultati dei referendum e stravolgere l’esplicita volontà popolare per quanto riguarda la privatizzazione dei servizi pubblici.
Il referendum sul nucleare ha sventato la minaccia di una ripresa dei programmi di energia nucleare civile nel nostro paese, e rimane forse quello che ha conseguito un risultato più duraturo, anche se non si può escludere che nei prossimi anni il tentativo si ripeta, se non riusciremo a creare un fronte internazionale che sia in grado di battere definitivamente il potere dell’industria nucleare, imponendo la fine della follia nucleare in tutto il mondo. L’obiettivo non è affatto utopistico, se si considera l’aumento dell’opposizione all’energia nucleare in tutti i paesi del mondo; l’insostenibiltà economica, oltre che ambientale, della tecnologia nucleare, che si regge solo sui lauti sussidi pubblici e sull’esternalizzazione di costi scaricati sulla collettività e le generazioni future; le gravissime difficoltà economiche in cui versa l’industria nucleare per il fatto che il tanto decantato rilancio del nucleare non sta affatto avvenendo, e dopo l’incidente dell’11 marzo 2011 in Giappone subirà ulteriori rallentamenti; la persistente minaccia di nuovi gravi incidenti nucleari, che ci riguarda direttamente per la prossimità al nostro paese delle centrali nucleari francesi.

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SINDROME GIAPPONESE - Analisi e prime valutazioni dell’incidente di Fukushima

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spaccato del reattore di FukushimaReport aggiornato al 10 luglio 2011

di Giorgio Ferrari e Angelo Baracca

Scarica il Report in formato  pdf

Cause di forza maggiore ci costringono a fare uscire per ora questo report provvisoriamente incompleto: le parti riguardanti gli aspetti tecnici degli incidenti e le loro conseguenze è completa e aggiornata a questa data, mentre manca per ora la parte riguardante i rilasci radioattivi e i danni per la salute (Par. 6), per il quale ci avvaliamo della collaborazione del Dott. Ernesto Burgio, temporaneamente impossibilitato a svolgere questo compito. Appena sarà possibile faremo circolare una versione completa anche di questa parte.

Premessa
L’11 marzo, quando avvennero gli incidenti nucleari nella centrale di Fukushima Daiichi in Giappone, il nostro saggio, SCRAM 1, era già in lavorazione per la stampa. Non avremmo certo voluto che l’analisi sistematica dell’intero ciclo nucleare svolta nel libro venisse drammaticamente confermata da questi tragici incidenti. La successiva campagna sul referendum riguardante il nucleare ci ha impedito di ritornare sul problema di questi incidenti. Questo rapporto contiene lo studio che abbiamo condotto successivamente.
La versione della dinamica e della gravità degli incidenti, che è stata diffusa nelle prime settimane ed è rimasta la versione ufficiale dato il silenzio stampa che è calato successivamente, risulta lacunosa e fuorviante. La Tepco ha diffuso i dati in suo possesso solo due mesi dopo l’incidente, il 15 maggio! Per due mesi i giapponesi non hanno saputo che a Fukushima Dai-ichi si è verificata la fusione dei noccioli di tre reattori, e probabilmente anche in alcune piscine del combustibile esaurito, e non è stata informata della natura, della gravità e dell’estensione della contaminazione radioattiva. E con ogni probabilità continuano la minimizzazione e l’occultamento dei dati, e forse non saranno mai colmabili.
In questo rapporto, aggiornato e commentato sulla base di tutti i dati che sono stati resi noti, o in qualche modo trapelano, riteniamo utile anteporre una sintesi e le conclusioni generali per facilitare la lettura e la comprensione anche alle persone meno esperte, entrando in dettagli più accurati o più tecnici nei paragrafi successivi.
Ringraziamenti
Siamo grati alla Sra. Harumi Matsumoto per averci procurato informazioni dal Giappone e per avare tradotto i termini in giapponese nelle figure.

 


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